DON RODRIGO: UNO STALKER SECENTESCO

di Maria Beatrice
(V ginnasio, sez. G)

Mi è capitato qualche giorno fa di partecipare ad una conferenza sullo stalking, tenuta dal dottor Luciano Taborchi, e mi ha particolarmente colpito un articolo del Codice Penale, il 612-bis, che ho riportato qui di seguito: “(…)È punito con la reclusione (…)chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura, ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva, ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.
“Minaccia”, “molestia”, “ timore per l’incolumità”, “alterazione delle abitudini di vita” mi hanno fatto accendere una lampadina e mi sono posta una domanda: non sembrano cose già sentite, cose studiate sui banchi di scuola? Ebbene sì. Immediatamente ho pensato a quel lontano capitolo III dei Promessi Sposi, nel quale si raccontano le vicende di Lucia che, prossima alle nozze, viene braccata da due tipi al ritorno dal lavoro: “Pochi giorni prima, mentre tornava dalla filanda (…) le era passato innanzi don Rodrigo, in compagnia d’un altro signore; che il primo aveva cercato di trattenerla con chiacchiere, com’ella diceva non punto belle” (A. Manzoni, I Promessi Sposi, cap. III)
Fin qui nulla di strano: dacché mondo è mondo si è sempre sentito parlare di due giovanotti che danno fastidio ad una bella ragazza e tale fatto non comporta reato se l’episodio si verifica una tantum. Ma se l’azione è reiterata, quindi persiste e causa timore e problemi della vita quotidiana, allora è giusto che la legge intervenga.
Come tutti ben sappiamo, don Rodrigo tenterà di ostacolare il matrimonio e Lucia, per timore, sarà costretta a rifugiarsi in convento dalla monaca di Monza; ma pensiamo se oggi, nel 2014, Lucia, non fosse stata in silenzio e avesse denunciato Don Rodrigo per aver ostacolato le sue nozze attraverso le minacce. La notizia sarebbe finita su tutti i giornali e avrebbe suscitato uno scalpore così grande che quel pover uomo non sarebbe più potuto uscire di casa e immediatamente sarebbe stato denunciato per “stalking”. Questa parola deriva dal verbo inglese “to stalk” e significa “camminare furtivamente”. Infatti è proprio questo che fa uno stalker: con una serie di comportamenti viola la libertà personale di un individuo e lo costringe a modificare comportamenti e abitudini di vita.
Dunque potrà essere diversa la data, ma il don Rodrigo del romanzo si comporta esattamente come fanno gli stalker di oggi. Analizziamo quindi quali sono i comportamenti che fanno un uomo “degno” dell’appellativo di stalker.
Nella categoria “atteggiamenti non violenti” rientrano pedinamento, appostamenti vari, visita nei luoghi di lavoro, richiesta di informazioni.
Nel capitolo III infatti, la ragazza rivela che don Rodrigo e il conte Attilio l’avrebbero intrattenuta “con chiacchiere…non punto belle”, e come se non bastasse, il giorno successivo si sarebbero presentati nuovamente sulla strada della ragazza. Cosa fare? Nulla, assolutamente nulla se non tacere e “seppellire gelosamente” questa faccenda.
Inoltre, nel capitolo VII, il Manzoni racconta che don Rodrigo avrebbe mandato nell’osteria in cui si trovava Renzo due bravi “a spiare, se qualcosa da spiare ci fosse”. Questi infatti riescono a carpire informazioni sul carattere di Renzo e Tonio.
Ben più grave è il fatto che, come ci descrive Manzoni sempre nel capitolo VII, don Rodrigo abbia tentato di far rapire Lucia. Questo comportamento rientra nella categoria “atteggiamenti violenti” di uno stalker. Don Rodrigo orina al Griso, il suo bravo più fidato, di rapire Lucia e portarla al palazzotto, ma fortunatamente quella sera Lucia non è in casa. Dunque i bravi commettono anche il reato di violazione di domicilio, ma i colpevoli non sono solamente loro, piuttosto il loro mandante, don Rodrigo, il quale con questo gesto dimostra ancora un altro atteggiamento da stalker violento.
Come se tutto ciò non fosse stato sufficiente, torniamo sempre più indietro, al capitolo I, nel quale come vi sarà noto, i bravi, sempre per ordine del loro signore, vanno a intimidire il curato don Abbondio dicendogli la celeberrima frase “Questo matrimonio non s’ha da fare, né ora, né mai!
Sempre durante questa conferenza del dottor Taborchi, è emersa la descrizione psicologica di una tipologia di stalker poco comune, il cosiddetto “corteggiatore incompetente”, ossia “quel tipo di stalker che ha come vittima uno sconosciuto o persona incontrata casualmente con la quale vuole stabilire un rapporto per il puro e semplice desiderio di possesso, intendendo la vittima come oggetto.”
Gli psicologi ci dicono anche che chi pratica questo tipo di stalking è affetto da un “disturbo narcisistico per cui il soggetto è convinto della sua superiorità rispetto agli altri e necessita perciò di costante ammirazione e attenzione”.
Ascoltando tutte queste affermazioni, la mia tesi trova conferma: chi altro se non don Rodrigo?! Ebbene tutto sembra incastrarsi perfettamente: non è forse vero che don Rodrigo, abituato ad avere sempre tutto e subito vuole Lucia non perché provi davvero qualcosa per lei, ma per il semplice fatto che deve mantenere una scommessa con il cugino e quindi aggiungere un trofeo alla sua collezione di vittorie?
Oggi c’è la possibilità di denunciare, ma allora, nel 1628 non era proprio così: bisognava star zitti e subire. Tuttavia ancora adesso le donne stalkerizzate presentano dei comportamenti che mi hanno richiamato alla memoria gli stessi atteggiamenti che aveva tenuto Lucia nel romanzo: sono chiuse in se stesse e preferiscono non parlarne, perché si vergognano o si ritengono responsabili dell’accaduto. Anche Lucia infatti preferisce non reagire e vorrebbe “seppellire gelosamente quella faccenda”.
Come abbiamo visto nel corso del romanzo, Lucia si troverà in un “grave e perdurante stato di ansia o di paura o un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto”, e a giudizio degli psicologi anche questo è classico di chi viene stalkerizzato.
È stato molto interessante scoprire che gli psicologi fanno rientrare nelle reazioni della vittima il cambiamento di residenza: è un caso limite, certo, ma è la stessa cosa che Lucia è stata costretta a fare per sfuggire a don Rodrigo. Su consiglio di fra’ Cristoforo la ragazza parte per Monza e Renzo per Bergamo, don Rodrigo è perciò riuscito a commettere altri due atti da perfetto stalker: “alterazione delle abitudini di vita” e “compromissione di un rapporto sentimentale in corso”.
Questo dunque è un fenomeno da sempre esistito e il vero problema sta nel fatto che non viene denunciato. Lucia, poiché non disponeva dei necessari mezzi legali, non ha comunque voluto parlare di questo fatto non solo per evitare di spaventare la madre, ma soprattutto per “non mettere a rischio di viaggiar per molte bocche una storia che voleva essere gelosamente sepolta”. E la storia si ripete ancora oggi con le 9000 denunce annuali che sono solo la punta di un iceberg composto in realtà da più di due milioni di donne vittime di stalking ogni anno (fonte: Istat). Dunque sono ancora molte le “Lucia” e i “don Rodrigo” di oggi ed il fenomeno è in crescita.

CFR.: STALKER DEL XXI SECOLO –  DON RODRIGO

  • Pedinamento

Con il cugino Attilio segue Lucia sulla strada verso casa

  • Appostamenti vari

“Il giorno dopo, s’eran trovati ancora sulla strada”Visita nei luoghi di lavoro (Lucia) “tornando dalla filanda” vede gli uomini di nuovo

  • Richiesta di informazioni

Manda i bravi a chiedere all’oste informazioni

  • Sequestro di persona

Mandai bravi a cercare di rapire Lucia a casa propria

  • Violazione domicilio

Manda i bravi a casa di Lucia e sua madre Agnese

  • Minacce/violenze a terzi o parenti

Manda i bravi a minacciare don Abbondio per non fargli celebrare il matrimonio

 

CFR.: VITTIMA DEL XXI SECOLO – LUCIA

  • Stato di ansia per la propria incolumità e quella altrui

Teme per sé e per Renzo

  • È costretta a cambiare numero di telefono e talvolta residenza

Si trasferisce dalla monaca di Monza

  • Viene compromesso il rapporto sentimentale in corso

I Promessi Sposi non possono sposarsi

  • È chiusa in se stessa

Non racconta il fatto a nessuno

Cara Lucia non sei sola, ma sei accompagnata da una lunga lista di donne che come te hanno paura di denunciare e di stalker che si ispirano a don Rodrigo, il quale per tutti i gesti e gli atteggiamenti dimostrati nel corso di ben trentotto capitoli si merita l’appellativo di “perfetto stalker secentesco”.

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3 thoughts on “DON RODRIGO: UNO STALKER SECENTESCO

  1. Lavinia Ventanni ha detto:

    Questo é un vero capolavoro,é incredibile quanto la storia si ripeta !

  2. Prof.ssa Maria Laurenzano ha detto:

    Ciao Maria Beatrice. Sei una ragazzina intelligente, matura e sensibile ai problemi delle donne. Mi auguro che la sensibilità dimostrata diventi sentimento comune, diffuso tra tutti i membri della società civile, in primis tra i tuoi compagni di scuola, che sono gli uomini di domani.

    • Maria Beatrice ha detto:

      Grazie mille per aver apprezzato il mio lavoro. Sono stata molto felice di aver ricevuto commenti così importanti, anche perché questo problema sociale mi sta molto a cuore e sono rimasta sbalordita dai numerosi tratti comuni di questo fenomeno esistente già da tempo che però solo oggi sta assumendo il peso che merita.
      Anche se si potrebbe stare a parlare per ore e ore dello stalking ho voluto mettere in luce gli aspetti che ritenevo più significativi e per quanto mi sarà possibile cercherò di trasmettere questo messaggio a chi mi sta intorno. Un cordiale saluto, Maria Beatrice

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