Lo voglio… Noi no

di Benedetta e Caterina (V ginnasio, sez. E)

Questo matrimonio non s’ha da fare né domani né mai”.
È così che i bravi con tono di solenne comando intimidiscono e dissuadono Don Abbondio dallo sposare Renzo e Lucia.
Ecco che un’altra storia d’amore si allontana dal suo lieto fine: due giovani vengono contrastati e ostacolati fino a vedere il sogno del loro matrimonio sempre più distante.
Questa situazione ci ha dato lo spunto per un confronto con l’attualità; abbiamo quindi ricercato situazioni contemporanee di vita reale dove l’amore, e in certi casi il matrimonio, trovano impedimenti al loro raggiungimento.
Come primo passo, abbiamo analizzato i vari capitoli de “I promessi sposi” cercando al loro interno quelli che effettivamente costituivano degli ostacoli per Renzo e Lucia.
Il contrasto principale per i due giovani è quello di dover fronteggiare don Rodrigo, un signorotto locale, che rappresenta il potere e rende visibile il fatto che chi lo detiene è in grado di imporre la sua volontà e fare qualsiasi cosa. Infatti, il vero motivo per cui il matrimonio dei due giovani ragazzi è stato inizialmente impedito, è una semplice scommessa tra don Rodrigo e il conte Attilio. Si tratta quindi di un’infatuazione, un semplice capriccio. Lui vuole avere Lucia per sé ed è sicuro che la sua posizione sociale e gli appoggi di persone influenti gli garantiscano l’impunità. Conosce solo una legge, quella del più forte, tanto da risultare agli occhi di Renzo un vero e proprio prepotente “chi è quel prepotente, chi è il prepotente che non vuole che io sposi Lucia?” (cap.2).
Per raggiungere il suo obiettivo don Rodrigo, arriva anche a far minacciare da due bravi il parroco del paese, don Abbondio, affinché non li sposi.
Ci sono poi tutte le varie le scuse che don Abbondio si inventa per placare l’animo irascibile di Renzo che si era adirato nei suoi confronti. Inizialmente infatti, cerca di far ricadere la colpa sulle tante procedure che sono necessarie per celebrare un matrimonio “sapete voi quante e quante formalità ci vogliono per fare un matrimonio in regola?” e poi continua “insomma, figliuol caro; io non c’ho colpa; la legge non l’ho fatta io. E, prima di conchiudere un matrimonio, noi siam proprio obbligati a far molte e molte ricerche, per assicurarci che non ci siano impedimenti”.

In seguito, la nostra attenzione si è spostata sulla ricerca dei vari ostacoli che può trovare un amore in epoca contemporanea, ci siamo quindi accorti che non sono più i cattivi a contrastare i sentimenti degli innamorati ma i pregiudizi o il potere costituito.
Non mancano infatti gli ostacoli di tipo razziale, come si verifica in alcune città americane dove tuttora il famoso ballo di fine anno nelle scuole superiori viene svolto separatamente per i bianchi e per i neri, oppure esistono impedimenti di tipo economico/sociale, come accade in certe parti del mondo dove la suddivisione in classi sociali o caste è ancora motivo di netta separazione. Infine, possono esserci anche degli ostacoli legati al genere, come succede per le coppie omosessuali che in alcuni Paesi non possono vivere pubblicamente la loro relazione e/o celebrare il matrimonio.

Quest’ultimo argomento, ultimamente molto discusso, è stato il punto di partenza per alcune nostre riflessioni.
Queste persone infatti, come Renzo e Lucia, sono ostacolati dalle istituzioni, se non anche dalla società, che spesso non li accetta. Nonostante siano numerose le manifestazioni pubbliche a favore dei matrimoni gay nel mondo, sono solo 14 i Paesi che hanno già legislazioni che consentono le nozze tra persone dello stesso sesso, a cui si aggiungono 12 Stati americani.
La prima nazione a legalizzare queste unioni è stata la Danimarca nel 1989, seguita da alcuni Stati di religione luterana che hanno approvato anche l’adozione da parte di coppie omosessuali. Gli ultimi Paesi in ordine di tempo, sono stati l’Inghilterra, dove la legge è entrata in vigore quest’estate, e San Marino.
Tutti questi impedimenti sono stati messi da parte in occasione dell’ultima edizione dei Grammy Awards del 2014 (evento di risonanza mondiale nel quale si attribuiscono dei premi musicali) quando 33 coppie, sia etero che omosessuali, hanno dichiarato il loro amore sposandosi davanti al pubblico sulle note di “Same love” di Mackelmore & Rayn Lewis e “Open your heart” di Madonna.
Siamo consapevoli del fatto che ne “I promessi sposi” emerge lo spirito cristiano cattolico del Manzoni in tutti gli avvenimenti del romanzo, lontano dalle coppie omosessuali. Oggi tuttavia si potrebbe parlare proprio per loro di ostacoli nel voler legalizzare un’unione, come allora si è immaginato per Renzo e Lucia.
Di seguito, riportiamo il testo di “Same love” canzone che racchiude le problematiche esposte prima, raccontando delle coppie omosessuali e delle loro difficoltà sia nei confronti della società che per quanto riguarda la possibilità di ufficializzare la propria unione attraverso il matrimonio.

SAME LOVE (MACKEMORE & RYAN LEWIS)
Quando ero in terza elementare
Pensavo di essere gay
Perché sapevo disegnare, anche mio zio lo era
E tenevo la mia stanza in ordine.
Lo dissi a mia madre, mentre le lacrime scendevano dal mio viso,
lei disse” ben ti piacciono le ragazze, da prima che andassi all’asilo scricciolo”
suppongo che avesse ragione, non è così?
Avevo un mucchi di stereotipi in testa
Mi ricordo che facevo due conti e dicevo “si sono bravo a giocare a baseball”
Avevo un idea preconcetta di cosa significasse essere gay,secondo cui tutti quelli che amano una persona dello stesso sesso hanno le stesse caratteristiche.
I conservatori di destra pensano che sia una scelta,
che puoi essere curato con dei trattamenti o con la religione.
Che sei contro natura e ti stai prendendo gioco di Dio
L’America è coraggiosa ma ha ancora paura di quello che non sa
E il verso “dio ama tutti i suoi figli” è stato in qualche modo parafrasato
Ma parafrasiamo un libro scritto 350 anni fa
Non saprei
(ritornello)
Non posso cambiare anche se volessi
Anche se ho provato
Amore mio
Lei mi tiene al caldo
Se fossi gay penserei che l’hip-hop mi odierebbe
Hai letto i commenti di youtube ultimamente?
“questo è da gay” viene digitato ogni giorno!
Siamo diventati così insensibili a ciò che diciamo
La nostra cultura è stata fondata dall’oppressione
Non abbiamo rispetto per loro
Ci si insulta chiamando il prossimo “frocio” dietro i tasti di una tastiera
Una parola radicata nell’odio
Ma il nostro genere musicale ancora ignora questa situazione,
la parola gay è diventata sinonimo di infimo
è lo stesso odio che ha causato le guerre religiose,di sesso e di colore della pelle,
per la carnagione della tua pelle
lo stesso odio che porta la gente a fare manifestazioni in strada e sit-in
i diritti umani valgono per tutti, non c’è alcuna differenza!
Vivi e sii te stesso
Quando andavo al catechismo mi insegnarono qualcos’altro:
se prediche l’odio quelle parole sono sconsacrate
e l’acqua santa in cui ti immergi diventa veleno.
Quando ognuno è più a suo agio restando muto
Piuttosto che lottare contro gli uomini che hanno rubato i loro diritti
non essere lo stesso,ma non è importante, non ci sarà libertà fin quando non saremo uguali.
Dannazione io supporto la causa!
e non posso cambiare
anche se ci provassi,
anche se volessi,
amore mio,
lei mi tiene al caldo,
premiamo play,non pausa,progresso,continua a marciare.
Con un velo sui nostri occhi voltiamo le spalle alla causa,
fino al giorno in cui i miei zii potranno essere uniti dalla legge.
I bambini stano girando per il corridoio, tormentati dal dolore nei loro cuori.
E’ un mondo così pieno d’odio che qualcuno preferirebbe morire,
piuttosto che essere chi è veramente.
Un certificato di carta di certo non risolverà la cosa,
ma è pur sempre un punto di partenza.
Nessuna legge cambierà il nostro Stato,noi dobbiamo cambiarlo,
qualunque sia il Dio in cui tu credi veniamo tutti dallo stesso.
Sbarazzati dalla paura,sotto la nostra pelle risiede lo stesso amore, è ora di alzarsi in piedi.
L’amore è paziente, l’amore è gentile.

 

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