Da giullare a giullare

di Davide (V ginnasio, sez. G)

Dario Fo, un ” giullare ” da Nobel.
La motivazione: “Erede della tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere.
Questo è il titolo di un articolo del Corriere della Sera del 10 ottobre 1997 quando annuncia la vincita del premio nobel per la letteratura da parte dell’Italiano Dario Fo.

Nel Medioevo, i giullari erano dei cantastorie, a volte comici, nelle corti o nelle piazze. Tutt’oggi, con la parola “giullare” intendiamo molto spesso un comico o, comunque sia, una persona poco seria.

In una sua opera teatrale, Mistero buffo, Dario Fo, parla anche della poesia “Rosa fresca aulentissima” scritta intorno alla metà del XIII secolo da un giullare, forse tra i più famosi nella corte di Federico II di Svevia: Cielo d’Alcamo.
Rosa fresca aulentissima” è di fatto l’unica opera di Cielo d’Alcamo, pervenuta fino a noi e, per il tono scherzoso e burlesco con cui è scritta, gli studiosi ipotizzano che l’autore fosse un giullare.

Dario Fo è nato nel 1926, ha ricevuto il premio nobel per la letteratura nel 1997 ed è uno scrittore, un attore e anche un noto comico.
Cosa fanno venire in mente questi vari mestieri se riassunti in uno?
A me hanno fatto venire in mente un giullare, un nuovo giullare, che scrive le sue opere, che le esibisce sia in modo scherzoso che serio. Nel suo “Mistero buffo”, Dario Fo presenta una fantasiosa ma coinvolgente interpretazione di testi antichi in grammelot, linguaggio teatrale che si rifà alle improvvisazioni giullaresche.
Nell’affrontare il testo della poesia, in particolare la prima e la sesta strofa, ricorda molti dialettismi e vari riferimenti storici su cui basa la sua interpretazione. Per esempio, nel primo verso “inver’ la state” il mio manuale di testo di testo Il miglior fabbro (Loescher editore) lo interpreta con “verso l’estate”, mentre Dario Fo, grazie a un dialettismo, ipotizza che “la state” non sia l’estate, poiché la rosa fiorisce in primavera, ma una specie di gonna.

Quindi, in conclusione, possiamo dire che, nonostante uno abbia vinto il premio nobel e l’altro no, uno appartenga ai nostri giorni e l’altro sia vissuto nel Medioevo, Dario Fo e Cielo d’Alcamo siano due personaggi simili e quindi che Dario Fo sia senza dubbio un giullare moderno.
Sembra quasi di assistere al passaggio di testimone da un giullare (Cielo d’Alcamo) a un altro giullare (Dario Fo). Testimone costituito dalla poesia “Rosa fresca aulentissima”.

 

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