IL RITORNO DELL’AMOR CORTESE…

di Anna e Lavinia (V ginnasio, sez. G)

I cantautori contemporanei, somigliano ai trovatori medievali in quanto introducono nelle loro canzoni le stesse tematiche dell’amor cortese, accompagnano i testi con la musica e devono cercare di ottenere il favore del pubblico. Tra i più celebri cantautori italiani si ricordano Angelo Branduardi, Fabrizio de Andrè e Lucio Battisti.
Nella canzone Donna ti voglio cantare di Angelo Branduardi è facilmente riscontrabile l’esaltazione della donna. Le parole infatti indicano una passione e un desiderio talmente intensi che fanno sì che la donna venga vista e trovata in qualsiasi oggetto ed emozione della vita quotidiana: “Donna sei acqua e sei fiamma… donna paura, donna allegria, donna saggezza, donna follia… donna sei pioggia…

Nella Canzone dell’amore perduto di Fabrizio de Andrè è riscontrabile invece la fine dell’amore. Il testo comincia con un ritorno alla memoria del principio della passata storia d’amore e, subito dopo, segue il rimpianto: “Ricordi sbocciavan le viole con le nostre parole ‘non ci lasceremo mai, mai e poi mai’. Vorrei dirti ora le stesse cose, ma come fan presto amore ad appassir le rose, così per noi. L’amore che strappa i capelli è perduto ormai, non resta che qualche svogliata carezza e un po’ di tenerezza…

Nella canzone Anche per te di Lucio Battisti, l’autore manifesta l’intenzione nei confronti della donna amata di donarle tutto ciò che possiede, addirittura la sua vita, segno di immenso amore: “Anche per te vorrei morire ed io morir non so, anche per te darei qualcosa che non ho. E così, e così, e così io resto qui a darle i miei pensieri…

I trovatori (dalla parola provenzale ‘trobar’, che significa ‘poetare’), così simili ai cantautori appena illustrati, erano gli autori delle poesie della lirica trobadorica, scritta in lingua d’oc, parlata nella parte meridionale della Francia, che si diffuse in Provenza tra il XI e il XIII secolo e che consisteva in una serie di testi poetici, accompagnati da uno strumento musicale a corde, da recitare nelle ricche corti signorili. I trovatori si distinguevano dai giullari per il fatto che questi ultimi cantavano versi altrui usando una propria interpretazione, mentre i trovatori componevano le proprie poesie. I testi avevano come argomento principale i temi di cavalleria, quali nobiltà e coraggio, e i temi dell’amor cortese.

L’amor cortese è un sentimento capace di nobilitare l’uomo. Le tematiche principali sono:

1) il culto della donna, vista dall’amante come un essere sublime, irraggiungibile, a volte addirittura divino. Spesso, però, l’amore del trovatore è un amore adultero poiché la dama oggetto del desiderio è già sposata. Pertanto il nome dell’amata è assente o sottoforma di pseudonimo (senhal). Per questo motivo c’è anche un contrasto tra l’amore e la religione, la quale condanna il peccato dell’adulterio;
2) l’inferiorità dell’uomo, il quale è completamente sottomesso alla volontà della donna. Il rapporto tra i due amanti può essere infatti chiamato ‘amore-vassallaggio’, ispirato al rapporto che unisce il vassallo al proprio signore;
3) l’amore impossibile o la fine dell’amore, causato dalla frequente differenza dei ceti sociali e dalla freddezza e indifferenza della dama.

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