MARS ONE…NIENTE DI NUOVO!

di Camilla e Elena (IV ginnasio, sez. H)

Cfr: Focus.it;  Marsone-com.

Per millenni l’impatto dell’umanità con la natura è stato trascurabile ma, con la progressiva crescita della popolazione e la sempre più pressante richiesta di energia, si è arrivati a non avere più riserve per soddisfare le nostre esigenze e stiamo consumando più risorse di quelle che la natura fornisce in modo rinnovabile (quasi il 40% in più di quello che la terra può offrirci senza impoverirsi). Se continua questa drammatica situazione avremo bisogno di un secondo pianeta da cui attingere le risorse. Può sembrare la trama di un film di fantascienza ma in realtà è un progetto realmente esistente che ha come obiettivo la colonizzazione del pianeta Marte.  Fra tutti infatti, il pianeta rosso, osservato per primo da Galileo Galilei nel 1609, è il più favorevole a ospitare la vita grazie ad una cospicua quantità di ghiaccio di cui è stata dimostrata l’esistenza. Il progetto è chiamato Mars One, e prende il nome dall’omonima azienda olandese che ha proposto per prima l’idea nel 2010.  Consiste nell’inviare, nell’orbita di Marte, un satellite artificiale per le telecomunicazioni e infine, dopo altri passaggi intermedi, inviare esseri umani per avviarvi  una colonia permanente. Le persone prescelte per la partenza, saranno sedici di cui 8 di sesso maschile e le restanti di sesso femminile per permettere la riproduzione e la continuazione della specie. Sono state 200 mila però le persone che si sono rese disponibili ad intraprendere questo viaggio senza ritorno. Dallo scorso 30 dicembre hanno preso il via le selezioni (superate anche da 12 italiani), che prevedono  allenamenti fisici e scientifici molto rigorosi, che riveleranno le capacità dei candidati ad adattarsi e a sopravvivere a differenti condizioni atmosferiche come  quelle del pianeta Marte. Ogni candidato verrà selezionato in base alla propria adattabilità, curiosità, capacità di fidarsi e creatività. Il principale problema è, però, dove e come ricavare i 36 miliardi di euro necessari a intraprendere il progetto. Non basta infatti l’aiuto degli sponsor, ansiosi di essere parte del più grande progetto esplorativo della storia umana, e dei finanziamenti messi a disposizione dai  media dei vari paesi, desiderosi anche essi di avere l’esclusiva di ogni avvenimento legato alla lunga preparazione e poi alla partenza degli astronauti, a ricoprire il totale. Lansdrop, ricercatore olandese che guida il progetto, propone un sistema di finanziamento che prevede un il reality show (una sorta di Grande Fratello) durante il quale, oltre alla messa in onda degli allenamenti e delle prove di coraggio, si raccoglieranno soldi  da destinare al progetto. Verranno fatte inoltre delle eliminazioni che porteranno alla scelta dei 16 partecipanti che realmente partiranno a gruppi di quattro. Grazie al reality show, verrà anche resa partecipe e informata la popolazione mondiale sui nuovi progressi scientifici e sulla possibilità futura di compiere tutti questo trasferimento.

Lansdrop non è il primo a credere nella colonizzazione del pianeta Marte.

Non basta andare tanto lontano per comprendere che qualcuno prima di lui aveva già quest’idea. Nel 1954 Fredric Brown ,uno scrittore statunitense nato nel 1906, fece di questo tema un racconto di fantascienza chiamato “Alla larga!”. Nel racconto viene raccontata le colonizzazione del pianeta Marte da parte di un gruppo di uomini. Questo gruppo era stato selezionato per assumere un farmaco, la dattina, che avrebbe aiutato il corpo umano ad adattarsi al mutamento delle condizioni di vita come quelle di Marte. Mentre all’inizio questi uomini vivevano in una cupola, con il tempo si abituarono a sopportare le condizioni atmosferiche del pianeta. Allora si mutarono in marziani. Il racconto termina con il desiderio di questi di uccidere i loro stessi creatori, considerati da loro come alieni. Riscontriamo molte similitudini tra alcuni aspetti del racconto “Alla larga!” e le missioni del progetto Mars One. Le cause che hanno spinto nel racconto di Brown gli uomini a trasferirsi coincidono con quelle che spingeranno i 16 colonizzatori a stabilirsi a Marte nel 2023. Brown già nel 1954, ovvero ben 60 anni fa, comprese che le azioni e le decisioni dell’uomo stavano modificando la Terra. Riuscì a capire che se l’uomo non si preoccupava di custodire, proteggere e salvaguardare il suo ambiente, non sarebbe più riuscito a viverci. Previde che in un futuro, il quale per lui coincide con l’anno 2064, ma per il progetto Mars One con l’anno 2023, l’uomo sarebbe atterrato in un nuovo pianeta. Un altro tema in comune è quello della selezione. Durante l’anno 2013 nel progetto Mars One si sono selezionati i primi 40 astronauti. Nel racconto “Alla larga!” l’autore scrive infatti:  10 anni dopo nasceste voi, figli di genitori accuratamente selezionati tra quanti si erano offerti per l’esperimento poi continua aggiungendo che fin dalla nascita siete stati allevati in condizioni attentamente controllate e in progressivo mutamento. Quest’ ultima frase corrisponde a quanto detto precedentemente ovvero che le 40 persone che supereranno il secondo round di selezione verranno sottoposte ad allenamenti fisici e scientifici molto rigorosi per permettere l’adattamento al clima di Marte. È molto simile anche la descrizione dell’ambiente e delle abitazioni nelle quali si accingeranno a vivere gli uomini. Lansdrop afferma: Per assicurare ai volontari una adeguata sopravvivenza sul pianeta saranno costruite delle vere e proprie abitazioni di circa 50 metri quadrati. Le comunicazioni saranno effettuate, unicamente, via satellite ed i messaggi impiegheranno fra i 3 ed i 22 minuti per raggiungere il destinatario. Saranno preferite alle classiche telefonate, comunicazioni via internet ed, all’occorrenza. Anche la navigazione internet sarà troppo lenta se originata da Marte, per cui i siti preferiti dei naviganti saranno scaricati sulla terra e poi resi accessibili dal pianeta”. Brown parla di una “cupola di vetrite” dove all’interno la temperatura è ideale, l’aria meno rarefatta e il pericolo delle radiazioni minore. L’obbiettivo a cui aspiravano sia gli “insegnanti” ,di cui parla Brown, sia gli scienziati del progetto Mars One , è permettere la continuazione di una vita normale. Brown naturalmente da questo sviluppa un tema fantascientifico che prevede la creazione di una specie di marziani. L’autore scrive: “Dovete costruirvi le case e la vostra esistenza di marziani. Vi sposerete, e anche i vostri figli saranno dei veri marziani. Riguardo al progetto Mars One, Lansdrop afferma: “Andremo su Marte e costruiremo una nuova Terra. Alla fine ognuno di voi sarà di fatto ingegnere, meccanico, biologo, agricoltore, medico, perfino dentista. Sarà in grado di riparare un guasto ai moduli o agli impianti di produzione di acqua e ossigeno, saprà coltivare gli alimenti in colture idroponiche e in spazi ridotti, potrà riparare ossa rotte e carie ed effettuare operazioni chirurgiche. Anche i rischi  della missione coincidono. Nel 1954 si era già a conoscenza dell’atmosfera troppo rarefatta, delle temperature troppo basse e del pericolo delle radiazioni. Questi sono tre dei principali problemi di cui si deve tener conto per affrontare il viaggio e che erano già conosciuti agli anni di Brown; gli stessi di cui si parla tuttora. Tutto ciò ci rivela un parallelismo tra il libro e la realtà. Il racconto di Brown negli anni 50’ può facilmente risultare contemporaneo perché riflette una missione che in questi anni si sta rivelando fattibile e concreta. I libri possono essere collegati al mondo reale e contemporaneo; ne rappresentano un diverso strumento di interpretazione. È proprio per questo che ti invitiamo, caro lettore, a riflettere su ciò che accade intorno a te e a cercare un collegamento con ciò che credi essere eternamente noioso e che sicuramente studi con noia e fatica. Caro lettore, prova a trasformare allora la tua noia in una caccia al tesoro di somiglianze e paragoni con ciò che ti accade intorno. Infine ricorda che qualsiasi cosa si faccia controvoglia, non rimarrà mai nella storia; hai mai studiato la storia di un soldato romano che combatteva senza ragion di causa? No; allora tu sei quel soldato, smettila di pensare allo studio come una sofferenza. Divertiti a rispolverare il passato e scoprirai inaspettate similitudini con la realtà di oggi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...