ETERNI.ME: IMMORTALITÀ A PORTATA DI CLICK

di Andrew (V ginnasio, sez. E)

11 marzo 2014

Eterni.me, la vita continuerà sul web
Ecco il social network per i defunti

(www.tgcom24.mediaset.it)

Da poco è stato creato un nuovo sito internet chiamato Eterni.me da un gruppo di tecnici romeni e canadesi che hanno l’obiettivo  di permetterci di comunicare con i nostri cari e con gli  amici anche dopo la nostra morte. Questo sito sarà a tutti gli effetti un social network e  gli utenti  dovranno creare un avatar personale con tutti i dettagli del fisico e del carattere, ricordi, esperienze e quant’altro affinché si possa creare un sosia virtuale. I nostri cari quindi potranno parlare tramite chat con questo sosia che baserà le sue risposte, i suoi consigli e discorsi sulle informazioni date da noi. Proprio per questo l’utente dovrà costantemente  aggiornare il suo profilo e altri dati saranno presi anche dai propri profili di Facebook, Twitter, Instangram ed altri. Basta solo inviare la propria mail per essere aggiunti alla lista d’attesa e sono già diciottomila le persone che  hanno aderito a questo progetto. Il tutto inizierà nel  2016 e i tecnici sono molto fiduciosi riguardo questa idea perché secondo loro “nessuno vuole essere dimenticato”.

Questo evidenzia chiaramente il timore degli uomini di lasciare pochi ricordi, memorie di sé e delle proprie azioni ai familiari e agli amici e il timore che quindi con il passare del tempo vengano completamente dimenticati dall’umanità.

Ma i poeti e gli altri artisti che con le loro opere volevano esprimere una loro visione della vita, un loro pensiero o un messaggio, non volevano forse anche essere ricordati tramite questi? Infatti noi studenti per comprendere al meglio le poesie dei poeti e i loro messaggi studiamo la loro vita, il contesto in cui vivevano per  cogliere ogni singolo particolare. Inoltre era tipico dei poeti, per esempio Alfieri ed Ugo Foscolo, cimentarsi in sonetti autoritratti e grazie a  questi possiamo ricavare altri dettagli di quell’epoca.

Alfieri  ha scritto “or stimandomi Achille, ed or Tersite: uomo, se’tu grande o vil? Muori e il saprai.” Da questi versi il poeta dimostra la sua passione per l’epica classica e pone un quesito a se stesso, ma soprattutto al lettore: Temi la morte? La affronterai coraggiosamente o con timore? Morirai combattendo come Achille anche per difendere amici e ideali,  o preferirai vivere senza averlo fatto? Insomma la tua esistenza  ha avuto un senso per te, verrai  ricordato per le tue azioni dagli altri?  

Ugo Foscolo d’altro canto si ritiene fermamente un  “Achille”, infatti afferma nel suo autoritratto: “ratti i passi, i pensier, gli atti, gli accenti; sobrio, ostinato, uman, prodigio, schietto”. Con l’ultimo verso “morte, tu mi darai fama e riposo”  ribadisce d’essere un vero e proprio eroe ed è convinto  che dopo la morte diventerà famoso grazie ai suoi scritti. E forse soprattutto oggi  più che mai c’è questo desiderio di popolarità e fama, basta vedere anche a quanti reality show, concorsi, talent show partecipa la gente per dimostrare presunti talenti e qualità. Ma mentre oggi si cerca di evitare la morte e di invecchiare in vari modi, al contrario Foscolo accettava la morte, anzi come aveva scritto nel verso citato prima “mi darai  riposo”, e riteneva la morte come unico mezzo per ricevere la pace dell’animo. Nel sonetto “Alla sera” paragonava la sera alla morte, perchè è la fine  della giornata e puoi dormire e lasciare  andare per un attimo le preoccupazioni “e mentre io guardo la tua pace, dorme quello spirto guerrier ch’entro mi rugge”. Insomma lui vedeva la morte come un sonno eterno e voleva sì diventare eterno e immortale, ma solo per il ricordo e la fama dovuta alle sue opere che inoltre dovevano trasmettere pensieri e messaggi agli  uomini del futuro. Non voleva  concretamente  vivere in eterno in un mondo portatore inevitabilmente per lui  di sventure ed avversità, diceva infatti “avverso al mondo, avversi a me gli eventi”, ma fare in modo che gli uomini del futuro possano avere anche la sensazione di conoscerti di  persona. Insomma studiare personaggi illustri è importante per comprendere il passato e ricavare insegnamenti.

Ci sono infine delle persone che  semplicemente hanno vissuto una vita normale ma sempre unica che vorrebbero condividere con i propri figli, nipoti, pronipoti e perché no, anche con quelli degli amici. E a queste 18.000 persone  che hanno aderito all’iniziativa lanciata da Eterni.me probabilmente basta solo questo, vogliono vivere in eterno solo idealmente, altrimenti avrebbero potuto tentare di restare immortali in altro modo. Per questo penso che sia nata l’idea di Eterni.me e non è un caso se molte adesioni  provengono da parte dei malati terminali.

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2 thoughts on “ETERNI.ME: IMMORTALITÀ A PORTATA DI CLICK

  1. Johnny Cabot ha detto:

    Dopo la nostra morte, solo i nostri amici,i nostri cari e i nostri parenti ci piangeranno, si ricorderanno di noi per un po’… poi i nipoti o pronipoti, o ancora dopo, scorderanno anche il nostro nome e la nostra esistenza, e allora anche quel breve solco lasciato dal nostro camminare sulla terra scomparirà, come la scia di una nave sull’immenso mare.

  2. Emanuele ha detto:

    Questo lavoro anticipa di anni quella che potrebbe effettivamente divenire una grande discussione etico-morale: un programma che sostituisce una persona, e, per di più, una deceduta. Se è vero che il tempo cambia le cose, e spesso le persone, come diceva John Henry Newman, “Vivere significa cambiare”, i defunti iscritti a eterni.me saranno veramente resi immortali, o solo immortalati?

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